Milano, 21 giugno 2012 – Un’ora o più imbottigliati nel traffico, ogni giorno. Succede ai pendolari. Il guaio è che quel tragitto imprigionati nell’auto per arrivare al lavoro fa male alla salute: lo ha dimostrato una ricerca pubblicata dall'American Journal of Preventive Medicine, secondo cui chi guida ogni giorno per più di 15 chilometri si ritrova più spesso con la pressione alta, la capacità cardiorespiratoria ridotta, qualche chilo di troppo e diversi indicatori del rischio cardiovascolare sballati. I ricercatori hanno studiato circa 4.300 residenti di undici contee attorno a Dallas e Austin, in Texas, entrambe fra le dieci città più congestionate dal traffico degli Stati Uniti; per ciascun partecipante hanno valutato il percorso quotidiano per andare al lavoro, l'esercizio fisico praticato di solito e soprattutto indice di massa corporea, capacità cardiorespiratoria e fattori di rischio cardiometabolico come la circonferenza vita, i trigliceridi, il colesterolo, la glicemia, la pressione. I dati raccolti indicano chiaramente che al crescere della distanza dall'ufficio aumenta il rischio cardiovascolare perché ci si ritrova più grassi, con glicemia e lipidi nel sangue sballati, la pressione alta e una pericolosa tendenza a essere maggiormente sedentari: chi deve guidare per una trentina di chilometri più raramente pratica un'attività fisica regolare ed è facilmente obeso, ma basta già dover percorrere ogni giorno una quindicina di chilometri per recarsi al lavoro per veder salire la pressione oltre il livello di guardia.
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