L’alcol costituisce uno dei principali fattori di rischio per la salute delle persone. È una sostanza tossica e potenzialmente cancerogena, può indurre dipendenza e provocare danni seri alle cellule di molti organi (ad esempio il fegato), e al sistema nervoso centrale. Nei Paesi dell’Unione Europea l’alcol è responsabile ogni anno della morte di quasi 200.000 persone, a causa di malattie come e: cirrosi epatica, depressione, cancro e patologie neuropsichiatriche. L’elevata mortalità è dovuta anche agli incidenti stradali causati da persone in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi e altre tipologie di eventi drammatici. Alcune stime attestano che in Italia la mortalità legata all’alcol rappresenti circa il 6% del totale di tutti i decessi per gli uomini, mentre per le donne questa percentuale scende al 2,45%.
Gli studi scientifici rilevano che annualmente sono attribuibili all’alcol, direttamente o indirettamente: il 10% di tutte le malattie e di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi e il 45% degli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie cronicizzanti: demenze, epilessie, neuropatie ottiche, atrofie muscolari, psicosi … Oltre alle note patologie ricollegabili al fegato e allo sviluppo di forme tumorali.
L’abuso di alcol è dannoso per tutti ma in particolare per i giovanissimi, le donne e gli anziani, più esposti ai rischi perché incapaci di metabolizzarlo in modo efficiente, a causa delle diversa struttura del proprio organismo.
Una volta ingerito viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino. Passa poi nel sangue e da qui al fegato, il quale ha il compito di distruggerlo. Fino a quando non finisce l’opera di metabolizzazione epatica l’alcol continua a circolare, diffondendosi nei vari organi. Circa il 90-98% viene smaltito dal fegato, la parte restante viene eliminata tramite l’urina, le feci, il respiro, la traspirazione … Non esistono quantità “sicure” o “raccomandabili” di alcol, in quanto la ricerca non è ancora riuscita a stabilire dei parametri oggettivi. È più adeguato parlare invece di quantità a basso rischio: la dose non deve superare i 20-40 grammi al giorno per gli uomini e i 10- 20 grammi per le donne, un bicchiere di vino a pasto circa.
Se bevi e vuoi smettere chiama il numero verde 800 63 2000 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
GIOVANI E ALCOL
I giovani sono particolarmente vulnerabili ai rischi legati al consumo di bevande alcoliche. L’alcol viene usato come mezzo per sentirsi più sicuri, loquaci e per apparire più alla moda ed emancipati. Studi hanno dimostrato che l’età di avvio al consumo alcolico in Italia è la più bassa d’Europa: circa 12 anni. Prima dei 15 anni l’apparato digerente non ha ancora completato la maturazione del sistema enzimatico in grado di distruggere queste sostanze: se consumato prima di quest’età espone quindi a grandi rischi l’organismo. La normativa italiana vieta ai pubblici esercizi di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni, proprio per i motivi appena descritti.
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