Esistono molti miti e luoghi comuni legati all’alcol e al suo consumo, soprattutto per quanto riguarda la sfera sessuale. Lo stato di disinibizione ed eccitazione iniziale, a cui consegue una maggiore socializzazione, è seguito da uno stato depressivo del sistema nervoso centrale. L’alcol è un nemico in special modo per la donna, cui sferra un duplice “attacco”. Da un lato, mina la fertilità futura, presenta una maggiore tossicità per il cervello, il fegato e il pancreas ed è estremamente nocivo per il feto in caso di gravidanza. Dall’altro, è più intensamente disinibente che nell’uomo e a dosi più basse. Bere precocemente anticipa l’età della “prima volta” e la probabilità di abuso fisico e sessuale. Lo stato di ebbrezza aumenta il rischio di rapporti subìti, ma anche non protetti. Molti studi confermano come l’uso di alcol rappresenti uno dei più potenti fattori predittivi di infezioni sessualmente trasmesse. L’alcol può nuocere, in caso di gravidanze future al feto che, non essendo dotato di sistemi enzimatici di smaltimento, subisce direttamente sul cervello gli effetti tossici delle sostanze alcoliche. È quindi fondamentale evitare assolutamente di bere in gravidanza.
Altri luoghi comuni sono:
il vino fa “buon sangue”: il consumo di alcol può invece essere responsabile di certe forme di anemia e di un aumento di grassi nel sangue;
le bevande alcoliche sono dissetanti: al contrario disidratano, perché l’alcol richiede una maggiore quantità di acqua per il suo metabolismo, fa urinare di più e aumenta quindi la sensazione di sete;
l’alcol scalda: la dilatazione dei vasi di cui è responsabile dura solo per poco tempo, provocando una sensazione di calore superficiale che, a breve, produce invece un ulteriore raffreddamento di tutto il corpo.
LE VIRTÙ DEL VINO
Il vino contiene principi attivi potenzialmente utili all’organismo, come ad esempio gli stilbeni (resveratrolo) e le antocianidine dell’uva rossa. Gli effetti benefici attribuibili agli elementi presenti nel rosso sembrerebbero portare ad una riduzione, fino al 30%, del rischio relativo alla sindrome metabolica e alle patologie correlate (obesità, diabete tipo 2, ipertensione). Le più importanti sostanze bioattive contenute nel vino rosso sono: il resveratrolo e altri polifenoli del gruppo delle antocianidine e degli stilbeni, e la quercetina (un altro polifenolo). I meccanismi di azione di questi elementi non sono ancora chiarissimi e la conoscenza relativa ai loro benefici non è del tutto certa, in quanto le evidenze scientifiche si basano solamente su studi sperimentali ed epidemiologici.
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